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Legge di Bilancio 2026: le novità per imprese e investimenti

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Legge di Bilancio 2026: le novità per imprese e investimenti

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Recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri, la Legge di Bilancio 2026 delinea una manovra da 18 miliardi di euro volta a sostenere la competitività delle imprese italiane e a rilanciare gli investimenti produttivi.
Il provvedimento conferma l’impegno del Governo nel favorire innovazione, digitalizzazione e sostenibilità, con particolare attenzione al rafforzamento del sistema industriale nazionale.
La manovra si muove in continuità con le linee guida europee, destinando nuove risorse a incentivi fiscali, strumenti di finanza agevolata e programmi per la modernizzazione delle imprese.
Di seguito una sintesi delle principali novità previste dalla Legge di Bilancio 2026 per il mondo produttivo.

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Nuovi incentivi per chi investe

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Tra le misure più attese della Legge di Bilancio 2026 spicca l’introduzione del super-ammortamento strutturale, che diventa una misura permanente del sistema fiscale.
L’incentivo consente alle imprese di maggiorare il valore fiscale dei beni materiali strumentali nuovi – come macchinari, impianti e attrezzature – aumentando così le quote di ammortamento deducibili e riducendo l’imposizione sui redditi d’impresa.
L’obiettivo è duplice: rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano e sostenere la transizione tecnologica in linea con i principi del Piano Transizione 4.0.
Il super-ammortamento potrà essere cumulato con altri incentivi come la Nuova Sabatini o i crediti d’imposta ZES e ZLS, permettendo alle imprese di integrare più misure e ottenere un vantaggio economico significativo sul medesimo investimento.

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Opportunità nelle aree ZES e ZLS

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Prosegue il supporto alle Zone Economiche Speciali e alle Zone Logistiche Semplificate, con crediti d’imposta dedicati a chi realizza impianti o apre nuove sedi operative.
L’obiettivo è rafforzare la competitività dei territori, con un focus sul Mezzogiorno e sulle aree logistiche strategiche del Centro-Nord.

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Finanza agevolata: Sabatini e Contratti di Sviluppo

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La Nuova Sabatini viene rifinanziata e resta uno degli strumenti più efficaci per le PMI che investono in beni strumentali o tecnologie digitali.
Accanto ad essa, sono previste nuove risorse per i Contratti di Sviluppo, che sostengono progetti industriali di grandi dimensioni con contributi e finanziamenti agevolati.

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Transizione 5.0 e credito d’imposta fino al 45%

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Il Piano Transizione 5.0 rafforza la connessione tra digitalizzazione ed efficienza energetica.
Sono previsti crediti d’imposta fino al 45% per interventi che riducono i consumi e migliorano la sostenibilità dei processi produttivi.
Una leva importante per le imprese che intendono innovare riducendo i costi operativi.

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IRES ridotta per chi reinveste

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Diventa strutturale l’IRES premiale, che riduce l’aliquota al 20% per le imprese che reinvestono gli utili in occupazione o nuovi progetti.
Una misura che incoraggia la crescita e premia chi sceglie di consolidare la propria azienda.
Viene inoltre rafforzato il regime di cooperative compliance, a garanzia di maggiore trasparenza e certezza del quadro fiscale.

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Più credito e liquidità per le PMI

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Il Fondo di Garanzia per le PMI riceve nuove risorse e criteri più flessibili, per facilitare l’accesso ai finanziamenti anche a chi non dispone di garanzie reali.
In parallelo, si promuove l’utilizzo di strumenti alternativi, come minibond e titoli di debito, per diversificare le fonti di capitale e ridurre la dipendenza dal credito bancario.

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Stabilità normativa e investimenti pubblici

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Prorogate fino al 2026 la sospensione di plastic tax e sugar tax, una decisione che evita nuovi oneri per le imprese manifatturiere e del settore alimentare.
Sul fronte infrastrutturale, la manovra conferma investimenti in costruzioni, logistica e trasporti, a sostegno delle filiere produttive e della competitività territoriale.

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Pubblicato il:
30/10/2025