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Unioncamere Lombardia - Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde

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Regione Lombardia introduce una nuova misura dedicata alle PMI che vogliono investire in economia circolare, riducendo consumi, sprechi e utilizzo di materie prime.

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Il bando, gestito da Unioncamere Lombardia nell’ambito del PR FESR 2021-2027, finanzia un percorso composto da uno studio ambientale preliminare e dalla successiva realizzazione dell’investimento individuato.

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Come funziona il bando

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Ogni progetto deve prevedere obbligatoriamente due componenti:

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  • Studio ambientale, finalizzato ad analizzare consumi, materiali, scarti, criticità e possibili interventi;
  • Intervento di economia circolare, che può consistere in un investimento produttivo o in un progetto di innovazione di processo o dell’organizzazione.
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Lo studio deve quindi tradursi in un intervento concreto, capace di generare benefici misurabili in termini di efficienza, riduzione degli sprechi e migliore utilizzo delle risorse.

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Può comprendere, ad esempio, analisi dei flussi di materia, acqua ed energia, LCA, carbon footprint, studi sulla sostituzione delle materie prime o valutazioni di fattibilità per recupero, riuso, eco-design e nuovi modelli di business circolari.

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Chi può partecipare

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Possono accedere alla misura le micro, piccole e medie imprese:
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  • attive da almeno un anno;
  • con sede operativa in Lombardia, o che si impegnino ad attivarla entro la richiesta di erogazione;
  • che presentino il progetto singolarmente oppure in aggregazione con almeno tre imprese.
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Sono previste alcune esclusioni settoriali, tra cui attività finanziarie e assicurative e, salvo specifiche eccezioni, agricoltura, silvicoltura e pesca.

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Quanto finanzia

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Il contributo varia in funzione della tipologia di intervento e del regime di aiuto scelto.

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Per lo studio ambientale:

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  • contributo massimo di 40.000 euro;
  • copertura fino al 60% in de minimis;
  • fino al 70% per le piccole imprese in specifiche configurazioni GBER.
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Per la realizzazione dell’intervento:

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  • fino al 60% in regime de minimis;
  • fino al 20% per gli investimenti produttivi in GBER;
  • fino al 50% per i progetti di innovazione di processo o organizzativa.
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Il contributo può arrivare fino a 1 milione di euro per impresa e fino a 5 milioni di euro per i progetti in aggregazione.

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L’investimento minimo previsto è di 50.000 euro.

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Quali interventi possono essere finanziati

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Il bando sostiene interventi finalizzati a rendere i processi produttivi più efficienti e circolari.

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Possono rientrare, ad esempio:

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  • riduzione dell’utilizzo di materie prime, energia e acqua;
  • recupero e valorizzazione di scarti, rifiuti e sottoprodotti;
  • utilizzo di materiali riciclati o a minore impatto ambientale;
  • eco-design e riprogettazione di prodotti più durevoli, riparabili e riciclabili;
  • packaging sostenibile e a ridotto impiego di materia;
  • tecnologie per il trattamento e il recupero di materiali complessi;
  • sistemi digitali per monitorare consumi, emissioni e flussi produttivi;
  • modelli di business basati su riuso, manutenzione, noleggio o Product-as-a-Service.
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Nel caso dell’innovazione di processo o organizzativa, non è sufficiente una semplice sostituzione di beni o un miglioramento marginale: il progetto deve introdurre un cambiamento significativo rispetto alla situazione esistente.

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Spese ammissibili

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Tra le principali voci finanziabili rientrano:
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  • macchinari, impianti e attrezzature;
  • hardware, sensori e sistemi di monitoraggio;
  • software per tracciabilità, eco-design e analisi ambientali;
  • brevetti, licenze e know-how;
  • materiali per test, prototipi e sperimentazioni;
  • ricerca contrattuale e competenze specialistiche;
  • alcune certificazioni ambientali;
  • opere edili e impiantistiche strettamente collegate all’investimento.
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L’ammissibilità delle singole spese cambia però in funzione del regime di aiuto scelto e della tipologia di progetto.

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De minimis o GBER

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Uno degli aspetti più importanti del bando sarà proprio la scelta tra de minimis e GBER.

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In regime de minimis possono essere ammessi anche progetti già avviati, purché non conclusi, con spese sostenute dal 1° gennaio 2026. Resta però il limite complessivo previsto dalla normativa europea sugli aiuti de minimis.

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In regime GBER, invece, il progetto deve essere avviato dopo la presentazione della domanda, ma in alcuni casi consente di accedere a massimali più elevati.

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La scelta incide quindi non solo sulla percentuale di contributo, ma anche su:

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  • importo massimo ottenibile;
  • tipologia di spese finanziabili;
  • momento di avvio del progetto;
  • convenienza complessiva dell’operazione.

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Per questo motivo è importante impostare correttamente il progetto prima della presentazione della domanda, soprattutto quando sono già previsti ordini, investimenti o attività in corso.

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La tua impresa sta programmando investimenti per ridurre consumi, sprechi o utilizzo di materie prime?

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Parlane con Collitude: analizziamo il progetto, verifichiamo le spese ammissibili e valutiamo il regime di aiuto più conveniente per accedere al contributo.

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