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Nuovi incentivi per il turismo: in arrivo 50 milioni per le imprese del settore
Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) prende forma un nuovo set di misure pensato per sostenere la crescita delle imprese turistiche italiane. La manovra prevede due pilastri principali:
- un pacchetto di contributi a fondo perduto da 50 milioni di euro nel periodo 2026–2028
- il rifinanziamento dei Contratti di Sviluppo con 550 milioni complessivi fino al 2029
La direzione è chiara: favorire progetti che migliorano la qualità dell’offerta, riducono la dipendenza dall’alta stagione, accelerano la trasformazione digitale e spingono gli investimenti in chiave ESG (ambientale, sociale e governance).
Perché questa misura interessa davvero il settore
Negli ultimi anni il turismo è cambiato: domanda più esigente, maggiore concorrenza, aspettative digitali più alte e attenzione crescente a efficienza energetica e impatto ambientale. In questo contesto, una leva pubblica ben strutturata può trasformare investimenti “rinviati” in cantieri concreti: ristrutturazioni, servizi evoluti, processi digitali, e progetti capaci di portare ospiti anche fuori stagione.
Le due leve principali: fondo perduto e Contratti di Sviluppo
Contributi a fondo perduto: 50 milioni nel triennio 2026–2028
La manovra prevede 50 milioni di euro complessivi per il periodo 2026–2028 destinati a contributi diretti alle imprese. In base alle indicazioni disponibili, il contributo potrebbe coprire fino al 60% delle spese ammissibili (in attesa dei dettagli operativi). Le regole applicative saranno definite con un decreto attuativo del Ministero del Turismo, di concerto con il MEF e previo passaggio in Conferenza Stato-Regioni.
Contratti di Sviluppo: 550 milioni fino al 2029
Il secondo canale è il rifinanziamento dei Contratti di Sviluppo (Invitalia) con 550 milioni complessivi fino al 2029. Per il turismo lo strumento è pensato per progetti più strutturati, con una soglia minima normalmente elevata (ridotta in alcuni casi per iniziative in aree interne o recupero di strutture dismesse). L’intensità dell’aiuto può arrivare fino al 70%, sempre secondo disciplina e valutazioni applicative.
Su cosa punteranno le misure
Il quadro normativo mette al centro tre priorità:
- destagionalizzazione: progetti capaci di distribuire i flussi lungo l’anno
- digitalizzazione: tecnologie e processi (gestionali, automazione, servizi evoluti)
- sostenibilità/ESG: efficienza energetica e interventi con impatto ambientale misurabile
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