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La Legge di Bilancio 2026 rilancia l’iperammortamento: torna la maxi-deduzione per investimenti 4.0 ed energia

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L’iperammortamento torna ufficialmente nel panorama della finanza agevolata italiana.

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La Legge di Bilancio 2026 (commi 427–436) reintroduce la storica agevolazione fiscale, che prende il posto dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0, segnando un cambio di approccio nelle politiche di incentivo agli investimenti produttivi.

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La misura consente alle imprese di dedurre fiscalmente un costo maggiorato rispetto a quello effettivamente sostenuto, aumentando così le quote di ammortamento e riducendo in modo significativo la base imponibile ai fini IRES o IRPEF.

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Una misura nazionale, pensata per investimenti strategici

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A differenza di altri strumenti territoriali, l’iperammortamento si applica su tutto il territorio nazionale.

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Possono accedervi tutte le imprese titolari di reddito d’impresa, indipendentemente da dimensione, settore o forma giuridica, purché gli investimenti siano destinati a strutture produttive situate in Italia.

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L’agevolazione riguarda investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, offrendo quindi un orizzonte temporale pluriennale utile per pianificare interventi strutturati.

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Quali investimenti sono agevolabili

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Il nuovo iperammortamento è focalizzato su due grandi aree:

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1. Beni materiali e immateriali 4.0
Macchinari, impianti, attrezzature e software ad alto contenuto tecnologico, nuovi e interconnessi ai sistemi aziendali, individuati nei nuovi Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026.

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2. Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili
Rientrano anche gli investimenti in impianti per la produzione di energia destinata all’autoconsumo (anche a distanza), inclusi i sistemi di accumulo.
Per il fotovoltaico, sono agevolabili esclusivamente impianti con moduli prodotti nell’Unione europea e con requisiti minimi di efficienza.

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In tutti i casi, i beni devono essere prodotti in Paesi UE o SEE.

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Quanto vale il beneficio: le percentuali di maggiorazione

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Il vantaggio fiscale cresce in base all’ammontare dell’investimento:

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  • +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • +100% per la quota eccedente e fino a 10 milioni di euro
  • +50% per la quota oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro

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In termini pratici, questo si traduce in una forte riduzione delle imposte grazie a quote di ammortamento più elevate rispetto al costo reale sostenuto.

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Pubblicato il:
20/1/2026