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Con la fine del 2025 sono arrivati a scadenza diversi incentivi alle assunzioni introdotti dal Decreto Coesione. La Legge di Bilancio 2026 ridefinisce quindi il quadro degli incentivi e dei bonus per le assunzioni disponibili per le imprese, introducendo nuove misure e confermando alcuni strumenti già strutturali.
L’obiettivo resta quello di sostenere l’occupazione, in particolare per giovani, donne e lavoratori nelle regioni del Mezzogiorno, attraverso una combinazione di esoneri contributivi e incentivi fiscali.
Le novità della Legge di Bilancio 2026
La legge n. 199/2025 introduce nuovi esoneri contributivi parziali per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
Le nuove misure sono rivolte in particolare a:
- giovani lavoratori
- donne
- assunzioni nella ZES Unica del Mezzogiorno
Per queste agevolazioni sono stati stanziati 825 milioni di euro nel periodo 2026–2028.
Gli incentivi si applicheranno alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni da tempo determinato, con una durata massima di 24 mesi.
Bonus per l’assunzione di madri lavoratrici
Tra le novità del 2026 rientra anche un incentivo dedicato alle imprese che assumono donne con almeno tre figli minori e senza un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
Il bonus consiste in un esonero contributivo totale fino a 8.000 euro annui, con una durata variabile:
- 12 mesi per assunzioni a tempo determinato
- 18 mesi per trasformazioni a tempo indeterminato
- 24 mesi per assunzioni dirette a tempo indeterminato
Incentivi per l’assunzione di giovani e lavoratori svantaggiati
Accanto alle nuove misure restano operativi alcuni incentivi che favoriscono l’inserimento lavorativo di giovani e categorie svantaggiate.
Tra questi il bonus giovani under 30, che prevede un esonero contributivo pari al 50% dei contributi previdenziali, fino a un massimo di 3.000 euro annui, per le imprese che assumono giovani che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato.
Continua inoltre la maxi deduzione per le nuove assunzioni, che consente alle imprese di dedurre fiscalmente fino al 120% del costo del lavoro, percentuale che sale al 130% nel caso di assunzione di lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate.
Decontribuzione Sud
Nel 2026 resta attiva anche la decontribuzione Sud, destinata alle imprese che operano nelle regioni del Mezzogiorno.
L’agevolazione prevede uno sgravio pari al 20% dei contributi previdenziali, con un limite massimo di 125 euro mensili per lavoratore.
Si tratta di una misura pensata per sostenere l’occupazione stabile nelle regioni meridionali e ridurre il costo del lavoro per le imprese che operano in questi territori.
Incentivi per l’assunzione di disoccupati e percettori di sostegni al reddito
Restano inoltre operativi alcuni bonus legati all’assunzione di lavoratori disoccupati o percettori di strumenti di sostegno al reddito.
Tra questi:
- bonus assunzione NASpI, che riconosce al datore di lavoro un contributo mensile pari al 20% dell’indennità residua che sarebbe spettata al lavoratore;
- incentivi per l’assunzione di beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI) o del Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL).
In alcuni casi queste agevolazioni possono arrivare fino a 8.000 euro annui di esonero contributivo.
Il punto chiave: scegliere correttamente gli incentivi applicabili
Nel 2026 il sistema di bonus per le assunzioni si basa su più strumenti che possono essere utilizzati in modo combinato.
La possibilità di accedere agli incentivi dipende da diversi fattori, tra cui:
- caratteristiche del lavoratore assunto
- tipologia contrattuale
- localizzazione dell’impresa
- incremento occupazionale effettivo
Per questo motivo diventa fondamentale analizzare caso per caso le agevolazioni disponibili. Comprendere quali bonus assunzioni 2026 sono realmente applicabili alla propria situazione aziendale è spesso il passaggio decisivo per ridurre il costo del lavoro e sfruttare pienamente le opportunità previste dalla normativa.
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