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Horizon Europe 2026: in arrivo 600 milioni per agricoltura, ambiente e bioeconomia

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Con il nuovo Work Programme 2026–2027, la Commissione europea ha definito le prossime call del Cluster 6 – Food, Bioeconomy, Natural Resources, Agriculture and Environment, uno dei pilastri di Horizon Europe dedicati alla transizione sostenibile.


Le prime scadenze sono fissate tra 14 e 16 aprile 2026, con ulteriori cut-off a settembre per le call a due fasi. Non tutte le call sono già aperte, ma il calendario è ormai definito: per chi vuole partecipare, la fase operativa è già iniziata.

Due call principali già calendarizzate

Tra le opportunità più rilevanti ci sono due call a doppio stadio, che rappresentano il cuore delle prime scadenze dell’anno.

La Call 01 (HORIZON-CL6-2026-01-two-stage) è dedicata a ecosistemi, biodiversità ed economia circolare. Ha una dotazione di circa 105 milioni di euro e prevede una prima fase il 16 aprile e una seconda a settembre.

I topic sono ampi e trasversali: si va dai living labs per il ripristino degli ecosistemi allo studio del declino della biodiversità, fino a soluzioni nature-based, modelli di economia circolare nelle città e interventi di decontaminazione delle acque. I progetti finanziati possono arrivare a diversi milioni di euro, in alcuni casi fino a 7–8 milioni.

La Call 02 (HORIZON-CL6-2026-02-two-stage), con scadenza al 14 aprile per la prima fase, è invece più focalizzata sull’agricoltura sostenibile.

I temi sono due: migliorare l’efficienza nell’uso dei fattori produttivi e rafforzare l’agricoltura biologica. Il budget è più contenuto (circa 25,5 milioni complessivi), ma con un taglio più vicino all’applicazione concreta e alla filiera agroalimentare.

Un programma più ampio: oltre 50 bandi nel 2026

Queste due call si inseriscono in un quadro più ampio. Il Cluster 6, infatti, prevede oltre 50 bandi complessivi nel corso del 2026, con un budget che supera i 600 milioni di euro.

Le tematiche coprono l’intero spettro della sostenibilità: biodiversità, sistemi alimentari, bioeconomia, riduzione dell’inquinamento, gestione delle risorse naturali e sviluppo dei territori rurali e costieri.

Accanto alle call a due fasi, molte opportunità seguiranno una logica single-stage, con scadenze concentrate tra settembre e fine anno.

Come funzionano i finanziamenti

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la struttura del finanziamento, che cambia in base al tipo di progetto.

Le Research and Innovation Actions (RIA) sono orientate alla ricerca e allo sviluppo: qui la Commissione finanzia fino al 100% dei costi ammissibili, anche per le imprese. Sono progetti in cui conta molto la componente scientifica, la sperimentazione e la generazione di nuova conoscenza.

Le Innovation Actions (IA), invece, si collocano più vicino al mercato. Parliamo di prototipi, dimostratori e soluzioni già pronte per essere testate su scala reale. In questo caso il contributo scende generalmente al 70% per le imprese (restando al 100% per enti non profit), ma aumenta il focus su impatto, replicabilità e applicazione concreta.

Capire dove si colloca il proprio progetto — ricerca o applicazione — è uno degli elementi più critici in fase di candidatura.

Si tratta quindi di opportunità rilevanti, ma che richiedono una valutazione attenta in base al progetto e al livello di maturità.

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Pubblicato il:
19/3/2026